Approfondimento – Percorso Raccontami

Clicca il tasto play per ascoltare il racconto.

L’Ottocento

Nel raccontarti di questo castello e dei personaggi che lo abitarono, non possiamo tralasciare di parlarti della Contessa di Castiglione. Benché abbia abitato nella parte di palazzo attualmente di proprietà privata, si tratta di un personaggio di tale rilevanza nel periodo risorgimentale italiano, che merita di essere ricordata.

Virginia Oldoini nacque a Firenze nel 1837, figlia di un deputato del Regno di Sardegna. A 17 anni giunse qui a Costigliole come sposa del conte Francesco Verasis Asinari, dal quale ebbe un figlio, Giorgio. Non fu un matrimonio felice né duraturo, ma il ruolo rivestito dal marito presso la corte dei Savoia le permise di mettersi in luce nell’alta società. Virginia era bellissima, carismatica, con una mentalità spregiudicata, non certo comune per il modello femminile dei suoi tempi. Queste doti fecero sì che molti uomini ne fossero fatalmente attratti: tra i suoi amanti ci furono re Vittorio Emanuele II, Costantino Nigra, i fratelli Doria, il banchiere Rothschild e molti altri.

Considerando la sua intraprendenza e il suo fascino, suo cugino Camillo Benso Conte di Cavour, al tempo Primo Ministro, pensò di utilizzarla a fini politici: nel 1855 la inviò insieme al marito in missione diplomatica alla corte dell’imperatore Napoleone III per perorare l’alleanza franco-piemontese.

Nel contesto mondano la diciottenne Virginia si muoveva con estrema sicurezza, suscitando gelosie e scandalo, e naturalmente anche Napoleone III non riuscì a resisterle. L’imperatrice Eugenia, pure avvezza ai numerosi tradimenti del marito, era però particolarmente preoccupata dalla passione che la Contessa aveva acceso in lui, tanto da fare in modo di allontanarla dalla Francia dal 1859 al 1862. In ogni caso l’obiettivo politico era raggiunto, avendo il Regno di Sardegna ottenuto l’appoggio francese nella Guerra di Crimea.

Il marito di Virginia, il conte Francesco, non tollerando il suo contegno e il disprezzo che ella gli dimostrava, si separò definitivamente da lei, tornando con il figlio a Torino.

A Parigi la Contessa andò avanti con la sua vita, ben felice di avere riacquistato la libertà. I mezzi economici non le mancavano, ed era diventata un modello di bellezza femminile, tanto da influenzare le tendenze della moda. Consapevole del suo fascino, amava farsi ritrarre: si conservano ben 450 foto scattate tra il 1856 al 1895 dal fotografo Pierre-Louis Pierson. Lei stessa sceglieva il contesto, la posa, gli abiti, con un approccio e un senso artistico moderno e originale, per cui a giusto titolo può essere considerata una pioniera della fotografia di moda.

Ma ogni stella ha il suo tramonto, e col passare degli anni Virginia dovette abdicare dal titolo di “donna più bella del suo secolo”. Incapace di rassegnarsi allo sfiorire del suo fascino, si dice avesse fatto coprire gli specchi di casa, e smise di apparire in società.

Trascorse gli ultimi anni in solitudine, ed anche in crescenti ristrettezze economiche, avendo perso molti appoggi influenti. Morì a Parigi nel 1899 ed è sepolta nel cimitero di Père-Lachaise. Dopo la sua morte i governi italiano e francese fecero distruggere tutti i documenti e le lettere da lei scritti nel periodo della sua missione parigina. Per tutti il nome della Contessa di Castiglione era divenuto ingombrante. Nonostante ancora oggi ci siano giudizi contrastanti su questa controversa figura di donna ci è sembrato importante omaggiarla per il ruolo che ebbe nel processo di unificazione del nostro Paese.

Translate »